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<title><![CDATA[Feed di videomisteri]]></title>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 11:30:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[Feed di videomisteri. Servizio di AlterVista]]></description>
<item>
<title><![CDATA[Il cadavere alieno ritrovato in Perù]]></title>
<link><![CDATA[http://videomisteri.altervista.org/le-prove/1538-il-cadavere-alieno-ritrovato-in-peru]]></link>
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<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 10:44:32 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Un altra prova che gli alieni sono qui viene questa volta dal Perù dove dei contadini hanno deciso di mettere in rete il video della creatura aliena.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt; Il filmato, che impazza su&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; Dailymotion e negli altri principali portali video, italiani e non, documenta la conservazione, da parte di alcuni contadini, di un corpo dalle sembianze extraterrestri nella cantina di una fattoria situata nel grande complesso funerario di &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Laguna de los Còndores, nel nord del Perù.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt; Secondo quanto testimoniato dai contadini, nelle vicinanze della loro fattoria, nel &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;1974,&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; precipitò un’astronave con a bordo tre extraterrestri. L’area venne immediatamente isolata dall&apos;esercito peruviano, che occultò ogni traccia dell&apos;incidente e dissimulò l’accaduto. Poco prima dell&apos;intervento dei militari, gli agricoltori riuscirono a raggiungere l’astronave e a recuperare un corpo. Dei tre alieni presenti nell&apos;astronave, due erano già morti, mentre un terzo, in fin di vita, fu prelevato nel tentativo di salvarlo. Il superstite, però, non ce la fece e così si decise di nascondere la salma in una cassapanca e di non farne più parola con nessuno.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt; Il fatto avrebbe potuto rimanere taciuto per sempre e, in effetti, così è stato per molto tempo finché una troupe televisiva indipendente è riuscita, &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;33 anni dopo, a venire in contatto con uno dei contadini.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt; Che si tratti di verità shock o di bufala internettiana è difficile a dirsi.  Non è da escludere, però, che il documento video possa essere autentico, sebbene, all’accurato resoconto dell’anziano agricoltore, faccia da contrappeso l’insolita somiglianza con “&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Alien Autopsy”, il noto filmato dell’autopsia aliena realizzata nella base militare americana di Roswell.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt; La zona in questione, alle pendici delle Ande settentrionali, è famosissima per il ritrovamento di 12 mummie dell&apos;antica e misteriosa civiltà dei Chachapoya, anche conosciuta come il &quot;popolo delle nuvole&quot;, vissuto tra l&apos;800 e il 1500 d.C. Potrebbe darsi, quindi, che i contadini abbiano ritrovato una mummia antica e non un alieno, come sostengono.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt; Infine, tornando alle somiglianze con &quot;Alien Autopsy&quot;, la statura minuta, l’assenza di un membro sessuale, la forma allungata degli occhi, la bocca quasi assente e gli esigui orifizi nasali denotano più di una analogia. Le differenze riguarderebbero, invece, solo le dita dei piedi e delle mani (sei nell’alieno di Roswell e quattro nella mummia peruviana) e l’apparato uditivo, inesistente nell’umanoide del Perù.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;
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&lt;param name=&quot;src&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/zYqGpMFGhzY&quot; /&gt;
&lt;/object&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Video 2&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;
&lt;object width=&quot;425&quot; height=&quot;350&quot; data=&quot;http://www.youtube.com/v/57nfzXgYKSM&amp;amp;feature&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot;&gt;
&lt;param name=&quot;src&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/57nfzXgYKSM&amp;amp;feature&quot; /&gt;
&lt;/object&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;]]></description>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Edgar Mitchell, l&amp;amp;apos;astronauta che confermò la visita degli alieni]]></title>
<link><![CDATA[http://videomisteri.altervista.org/le-prove/1351-edgar-mitchell-lastronauta-che-confermo-la-visita-degli-alieni]]></link>
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<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 23:06:24 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[ Una delle testimonianze più autorevoli suglu Ufo proviene proprio da chi nello spazio c&amp;amp;apos;è andato davvero in missione. Il suo nome è Edgar &amp;amp;quot;Ed&amp;amp;quot; Dean Mitchell (Hereford, 17 settembre 1930) è un astronautastatunitense e fu il sesto uomo a porre il suo piede sulla Luna nel corso della missione spaziale Apollo 14. Mitchell fu il pilota del modulo lunare della missione Apollo 14, la terza che riuscì a portare l&amp;amp;apos;uomo sulla Luna nel 1971. Durante questa missione compì due attività fuori bordo per una durata complessiva di oltre nove ore. Mitchell fece parte degli equipaggi di riserva come pilota del modulo lunare nella missione precedente di Apollo 10 e in quella successiva di Apollo 16. Tratto da La Stampa ecco l&amp;amp;apos;articolo che lo riguarda ROMA Gli extraterrestri non solo esistono, ma somigliano anche a E.T: l?affermazione riportata dal tabloid The Sun proviene tuttavia da una fonte presumibilmente affidabile, quella dell?ex astronauta della Nasa Edgar Mitchell, sesto uomo a mettere piede sulla Luna. Gli alieni sono «amichevoli, piccoli e dai grandi occhi», ha spiegato il 77enne Mitchell, sottolineando con logica inappuntabile come «se fossero ostili, no saremmo più qui»: «Avrete visto qualche disegno di queste piccole creature che ci paiono strane: da quel che so dalle mie fonti che sono state in contatto, sono abbastanza fedeli». Il fenomeno degli Ufo è reale, continua Mitchell, anche se «è stato tenuto segreto da tutti i nostri governi per gli ultimi sessant?anni, ma poco a poco le notizie sono filtrate e alcuni di noi hanno avuto il privilegio di essere informati»: l?ex astronauta ha spiegato infatti di essere venuto a conoscenza della questione nel corso della sua carriera alla Nasa. La Nasa da parte sua si è limitata a osservare di «non condividere le opinioni» in materia del suo ex dipendente, definito tuttavia «un grande americano»: il quale d?altronde condusse degli esperimenti - del tutto personali - di telecinesi e comunicazioni psichiche durante il volo dell?Apollo 14, senza - pare - ottenere risultati. La missione dell?Apollo 14 - la terza a raggiungere il satellite - è l?unica dell?intero programma ad aver annoverato nell?equipaggio un membro dei sette primi astronauti scelti per il «Mercury»: Alan Shepard (che la Marina provvide a promuovere ad ammiraglio) è anche il più anziano dei dodici ad aver messo piede sulla Luna. Di seguito il video che mostra l&amp;amp;apos;intervista sul canale televisivo Fox ]]></description>
</item>
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<title><![CDATA[Resoconto Tecnologia Aliena dei Grigi]]></title>
<link><![CDATA[http://videomisteri.altervista.org/le-prove/1342-resoconto-tecnologia-aliena]]></link>
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<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 14:08:06 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[ Prefazione Armi aliene I dischi volanti (ufo) Alcune conoscenze scientifiche Perchè sono qui? Prefazione Ormai, dal famoso crash avvenuto a Roswell , si sono fatte numerose ricerche su questi alieni che ci vengono a trovare per i loro scopi e gli scienziati, grazie sopratuto alle notevoli scoperte avvenute negli ultimi 50 anni in ambito tecnologico, sono riusciti perlomeno a capire come funziona e dove può arrivare, ovviamente in via teorica, la tecnologia aliena. i Resti dell&amp;amp;apos;incidente di Roswell Prima di tutto è bene sapere che ci sono diverse razze aliene interessate a noi ma non sono tutte allo stesso livello tecnologico infatti quella della razza dei cosìdetti nordici è la più avanzata fra tutte, poi successivamente seguita dalla razza dei Grigi e per ultima quella dei &amp;amp;quot;rettiliani&amp;amp;quot;. Quella a cui gli scienziati hanno avuto più a che fare è stata la tecnologia dei Grigi e pur non essendo i più avanzati hanno dei risvolti davvero preoccupanti anche se a raccontarli sembra di parlare di un libro di fantascienza. &amp;amp;amp;nbsp; Armi aliene Per quanto riguarda le loro armi, sono il frutto di un intreccio tra biologico e meccanico infatti non necessitano mai di ricarica o di manutenzione avendo loro stesse tipo un &amp;amp;quot;sistema immunitario&amp;amp;quot; che le tiene sempre in perfetto stato e, secondo alcuni rapporti militari, riuescono ad aumentare la temperatura del corpo inducendolo ad una specie di autocombustione. &amp;amp;amp;nbsp;  Dischi volanti (Ufo) I loro mezzi, che tutti abbiamo visto direttamente o indirettamente, sono l&amp;amp;apos;evidenza della loro superiorità, ad iniziare dal materiale di cui sono fatti che è ultraleggero e resistentissimo senza parlare della loro struttura atomica che riesce a cambiare &amp;amp;quot;adattandosi&amp;amp;quot; all&amp;amp;apos;ambiente che lo circonda; per esempio se il metallo viene messo a contatto con qualcosa di caldo diventerà migliaia di volte più caldo della fonte stessa senza mai raggiungere il punto di fusione che è altissimo anche per le attuali tecnologie, e la stessa cosa avviene per il freddo. Tipico Ufo conosciuto Con queste caratteristiche loro riescono a diventare invisibili tramite un allineamento particolare atomico che impartiscono al velivolo tramite determinati impulsi elettromagnetici.Sono in grado di creare uno scudo magnetico attorno al velivolo portando vicino allo zero la forza d&amp;amp;apos;inerzia e grazie a questo, infatti, fanno manovre inpensabili per i nostri piloti senza che ne abbiano conseguenze fisiche gravi. Inoltre questi velivoli sono in grado di andare sottacqua come nello spazio aperto senza problemi, anche se non sono adatti per percorrere lunghe distanze come per raggiungere la stella più vicina, il che ci porta a pensare che sono stati portati qui per una missione apposita da una &amp;amp;quot;astronave madre&amp;amp;quot; e la necessità di creare delle basi apposite nascoste, sia sula Luna che sulla Terra stessa.Riuscendo a viaggiare nello spazio con una tecnologia tipo curvatura di Star Trek, teoricamente hanno anche le conoscenze per viaggiare nel Tempo, ma questo non implica il nostro &amp;amp;quot;Presente&amp;amp;quot; a causa della teoria del multiverso e usano come sistema energetico un motore che sfrutta l&amp;amp;apos;antimateria. Conoscenze scientifiche La loro conoscenza sulla &amp;amp;quot;materia&amp;amp;quot; è molto più avanzata della nostra infatti riescono a manipolarla a livello subatomico riuscendo, per esempio secondo i racconti dei rapiti delle &amp;amp;quot;abduction&amp;amp;quot;, a far passare dei corpi attraverso muri anche molto spessi ma non hanno ancora inventato il teletrasporto di fatti usano un raggio traente per portare i rapiti nei loro dischi. Esempio del funzionamento del raggio traente Inoltre conoscono l&amp;amp;apos;ingegneria genetica a livelli davvero evoluti per noi e lo dimostra il fatto che loro stessi possono crearsi dei corpo-clone, ma la cosa più sorprendente è che loro stessi (come specie) sono stati creati apposta da una razza simile esteticamente a loro al solo scopo di  viaggiare nello spazio. Sarebbero come per noi le sonde Mars Opportunity e Spirit dotate di intelligenza artificiale in grado di prendere decisioni autonomamente a secondo delle situazioni, di fatti, per usare i disco volanti sono necessari i Grigi perchè, in quanto macchine, sono parte integrante del disco ed è il motivo per cui ancora gli americani non sono riusciti ad avere pieno controllo di questo straordinario mezzo. Quindi se loro come esseri già sono così evoluti come saranno o sono stati i loro creatori? &amp;amp;amp;nbsp; Perchè sono qui? Alieno razza dei grigi Allora la domanda è, se sono così avanzati che cosa cercano in una società così &amp;amp;quot;primitiva&amp;amp;quot;? La risposta è che questi esseri non si riproducono più come facciamo noi in quanto loro usano, quando il corpo sta morendo, un trasferimento di coscienza in un corpo-clone creato appositamente ed è qui che entra il loro interesse per noi in quanto, nell&amp;amp;apos;arco del tempo, il dna dei loro corpo-cloni si è danneggiato irrimediabilmente dandogli un tempo preciso per l&amp;amp;apos;estinzione così cercano di combinare il nostro dna con il loro per poter creare un nuovo essere compatibile con la loro tecnologia del trasferimento di coscienza, cosa molto difficile anche per loro.Quindi perchè i governi di tutto il mondo non ostacolano questi rapitori e usurpatori che vengono qui, installano basi,rapiscono gente e fanno i più svariati esperimenti sull&amp;amp;apos;uomo? La risposta sta proprio nella loro tecnologa che è troppo avanti rispetto la nostra è, facendo un paragone,come se l&amp;amp;apos;esercito più avanzato di oggi con satelliti,aerei stealth e armi di ultima generazione facessero la guerra ad una civiltà rimasta all&amp;amp;apos;epoca dei faraoni egiziani. Di fatti la preoccupazione dei governi non è abbattere i dischi volanti sulla Terra, ma un attacco ipotetico dallo spazio aperto, come potremmo difenderci? Inoltre,essendo così avanzati, non avrebbero problemi a sterminarci usando un virus con applicazioni nanotecnologiche e sopratutto se avessero voluto sterminarci lo avrebbero fatto già molto tempo fa.Quindi aspettando che la razza umana progredisca notevolmente in ambito tecnologico dovremmo convivere con questi nostri visitatori. &amp;amp;amp;nbsp; &amp;amp;amp;nbsp; ]]></description>
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<title><![CDATA[La battaglia Ufo di Los Angeles]]></title>
<link><![CDATA[http://videomisteri.altervista.org/le-prove/1321-la-battaglia-ufo-di-los-angeles]]></link>
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<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 20:05:26 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[ In prima pagina, sul ?Los Angeles Times? del 26 febbraio 1942, il titolo a caratteri cubitali dice: ?L?esercito dichiara che l?allarme è reale?. 25 FEBBRAIO 1942 PRIME ORE DEL MATTINO Dozzine di riflettori della 37° Brigata di Artiglieria Costiera intercettarono immediatamente quella nave, apparsa come una magica e surreale lanterna nel buio e limpido cielo invernale sopra la città degli angeli. Pochi in città riuscirono a dormire dopo che i cannonieri della difesa costiera aprirono il fuoco scaricando centinaia e centinaia di raffiche di proiettili verso l?oggetto luminoso, avvistato inizialmente mentre fluttuava sopra gli studios Metro Goldwin Mayer di Culver City. Il fragore delle artiglierie e il sibilio dei traccianti vennero avvertiti ovunque a Los Angeles, mentre i militari erano certi di essere riusciti a centrare il bersaglio? senza alcun risultato. Nella foto riprodotta e analizzata in queste pagine, si vede il cielo di Los Angeles come appariva all?altezza del fuoco incrociato. Facendo attenzione alla convergenza delle luci dei riflettori si noterà chiaramente la forma della nave visitatrice all?interno dell?area illuminata. E? un Grande corpo volante, apparentemente del tutto incurante delle centinaia di proiettili contraerei esplosi di cui è fatto bersaglio, senza alcun effetto. Comunque le perdite si contarono, ma a terra. Almeno sei persone morirono come risultato diretto dell?attacco dell?esercito sull?UFO, che lentamente e pigramente si fece strada verso Long Beach prima di dileguarsi definitivamente. oggetto.jpgIl giorno dopo, solo sul quotidiano Los Angeles Times, in un articolo di spalla a firma di un redattore, apparve una descrizione dell?UFO. Se ne evince un senso dell?energia e dell?emozione di quella notte. Il titolo recita: ? Una folla infreddolita guarda il cielo illuminato dai colpi dell?artiglieria. Le esplosioni forarono l?oscurità come piccole stelle fiammeggianti? le luci dei riflettori sembrano dita protese a scrutare il cielo notturno? Urlano le sirene antiaeree? ?Prendete quegli sporchi invasori! ? e ovunque echeggiano le grida dei militari e della polizia. Ma l?oggetto nel cielo si muoveva lentamente, catturato al centro delle luci come il mozzo della ruota di una bicicletta circondato dai raggi splendenti. Il fuoco sembrava esplodere in cerchio tutto attorno al bersaglio. Gli astanti, tremanti al gelo del primo mattino, comunque non hanno avuto la possibilità di vedere un solo velivolo precipitare o bombe sganciate. ?Forse è solo un?esercitazione?, ha rimarcato qualcuno. ?Test un accidente! ? è stata la risposta. ?Non spari in aria tutto quel metallo a meno che non stai cercando di tirare giu? qualcosa. ? ?L?oggetto bersagliato continuava a muoversi fiancheggiato dalle esplosioni vermiglie, mentre le casalinghe, avvolte dalle loro vestaglie, rabbrividivano e guardavano quella scena terrificante.? In prima pagina, sul Los Angeles Times del 26 febbraio 1942, il titolo a caratteri cubitali dice: ?L?Esercito dichiara che l?allarme è reale?, eppure nelle molte colonne dedicate all?evento, non appare la benchè minima descrizione dell?oggetto, per quanto fosse stato per oltre mezz?ora chiaramente inquadrato dall?occhio dei riflettori e visibile da centinaia di migliaia di cittadini. Se non si era trattato di un falso allarme, cosa aveva penetrato lo spazio aereo di Los Angeles? Su conferma della presenza sulla costa Sud di aeromobili non identificati da parte del comando a San Francisco, due le dichiarazioni ufficiali della Marina di Washington: la prima liquida la faccenda, per bocca del Segretario Frank Knox, con i ?nervi scossi? della popolazione; la seconda dichiara: ?L?aereo che ha causato il blackout nell?area di Los Angeles per diverse ore questo mattino non è stato identificato?. Il comando della Army?s Western Defense ha affermato che il blackout e le azioni contraeree sono state il risultato di un velivolo non identificato avvistato sull?area della baia. La città è stata oscurata ? conseguentemente all?ordine di sbarramento antiaereo emesso dal 14° Comando Intercettore ? dalle 2:25 alle 7:21 del mattino dopo che un precedente allarme giallo delle 19:18 era rientrato alle 22:23. Il blackout si estendeva effettivamente fino al confine messicano e oltre, nella San Joaquin Valley. Non sono state sganciate bombe e non sono stati abbattuti aerei e miracolosamente, viste le tonnellate di proiettili lanciati in aria, solo due persone sono state ferite dalla caduta dei frammenti. (Quest?ultima affermazione del L.A. Times verrà successivamente smentita, portando il bilancio delle vittime a sei, N.d.R). Video realizzato con le foto originali di quel fatidico giorno &amp;amp;amp;nbsp; &amp;amp;amp;nbsp; ]]></description>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Guerra tra Ufo nei cieli russi]]></title>
<link><![CDATA[http://videomisteri.altervista.org/le-prove/1320-guerra-tra-ufo-nei-cieli-russi]]></link>
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<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 19:46:19 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[   L?ufologo russo Nickolay Subbotin del Rufors parlò di un altro incidente ufologico importante avvenuto in Russia, dopo il crash di Shaitan Mazar. Il 16 settembre 1989, nei cieli sopra la città portuale di Zaostrovka, Russia. 6 UFO grigi discoidali che parevano volare in moto rotatorio, tutti in formazione, attaccarono un 7° UFO dorato, che cercava di scappare. La battaglia, come quella di ?Guerre stellari?, fu vista da centinaia di persone che rimasero a guardare di stucco, allibite. I 6 UFO allora fecero una brusca virata, salirono veloci in cielo, poi scesero sotto i 5.000 piedi di quota, sparando lampi di luce al 7° UFO , che rispondeva all?attacco, mentre cercava di fuggire. Nella Newsletter del sito web del Rufors, Subbotin scrisse che una descrizione di questo straordinario evento era apparsa sul giornale locale ?Semipalatinsk?, articolo scritto da un ex-comandante di elicotteri della guerra dell?Afghanistan che disse che l?energia generata dagli UFO era così forte da abbattere la centrale elettrica di Zaostrovka, che sperimentò un black-out. La gente guardava sconvolta quello straordinario combattimento mentre la città piombava nel buio più profondo. Il comandante dell?elicottero, tale Sichenko, registrò i commenti degli ?spettatori? e scrisse l?articolo basandosi in parte su questa registrazione.   Alla fine i 6 UFO, in formazione a fungo, inseguirono l?altro e lo colpirono con una specie di lampo che perse quota. All?inizio rimase in po? sotto controllo, come se cercasse di atterrare da qualche parte, poi sparì dietro una casa, a quasi 10 km dal porto cittadino. La formazione dei 6 UFO si posizionò come per cercare l?altro abbattuto. Subbotin continua scrivendo che l?UFO dorato si schiantò in un bog di una base militare ormai in disuso. Il suo gruppo tentò di visitare la zona nell?autunno del 1990, ma, così come accadde nel crash di Tien Shan, la zona era stata completamente ripulita di ogni segno evidente e di ogni traccia della caduta dell?UFO. Una squadra militare aveva isolato la zona prima dell?arrivo degli ufologi, ed un ufficiale si ritrovò con gravi ustioni, fatto verificato dall?ufologo Emil Bachurin, che vide il referto medico. Anche altri lavoratori che avevano rimosso i rottami dell?UFO erano stati bruciati dalle radiazioni emanate dallos tesso. Più tardi, un aereo civile non autorizzato cercò di sorvolare il sito del crash per vedere se c?erano i resti dell?UFO precipitato, ma i suoi strumenti di bordo andarono fuori uso, e dovette andare via di corsa. Anche lui fu punito severamente per aver volato sopra una zona interdetta. Tutta la base fu chiusa ed il suo perimetro oggi è guardato a vista. Nessuno può entrarvi. Forse per via delle radiazioni che possono causare anche la morte? Il mistero dell?UFO abbattuto è più intrigante che mai, perché può contenere i segreti sul perché si era trovato coinvolto in quella battaglia tra astronavi. C?è una guerra ancora tra alieni nello spazio vicino? Se davvero c?è un UFO sepolto dentro le paludi vicino la base militare di Zaostrovka, lì c?è la risposta. (fonte: William J Birnes &amp;amp;amp;amp; Harold Burt ?Unsolved UFO mysteries?) ]]></description>
</item>
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<title><![CDATA[I segreti Nasa sugli UFO violati da un hacker inglese]]></title>
<link><![CDATA[http://videomisteri.altervista.org/le-prove/1315-i-segreti-nasa-sugli-ufo-violati-da-un-hacker-inglese]]></link>
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<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 17:02:49 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[   LONDRA. Con la frangetta scura e gli occhi a mandorla, ha l&amp;amp;apos;aria vagamente stranita di Mister Spock. Il che non stona più di tanto, visto che Gary McKinnon, lo hacker che gli Stati Uniti accusano di aver causato 700 mila dollari di danni ai loro computer militari e della Nasa, dice di avere passato due anni a cercare di straforo prove dell&amp;amp;apos;esistenza degli UFO e della tecnologia aliena. E di averle trovate: testimonianze fanno riferimento all&amp;amp;apos;anti-gravità, a una fonte di energia di origine extraterrestre. Per i suoi sostenitori, McKinnon è piuttosto una sorta di ciber-Mulder, una specie di cercatore solitario di verità tra gli X-Files degli alti comandi americani, Pentagono incluso. Ex parrucchiere inglese, entrava nei loro sistemi dalla sua casa in un quartiere a Nord di Londra, ma sostiene di non avere mai agito da vandalo. Un pubblico ministero Usa ha definito la sua impresa «il più grande scasso elettronico di computer militari di tutti i tempi» e ha chiesto di processarlo davanti a un tribunale della Virginia. Ma il suo avvocato ribatte che l&amp;amp;apos;estradizione esporrebbe McKinnon al rischio della detenzione a Guantanamo Bay e a qualcosa come sessant&amp;amp;apos;anni di reclusione. La sua sorte sarà decisa a Londra dopodomani. Mica per niente il suo nome online era «Solo». Ancor prima che lo identificassero e lo arrestassero nel 2002, la sua ossessione da hacker gli era costata la fidanzata e il lavoro. Gli Stati Uniti lo accusano fra l&amp;amp;apos;altro di avere alterato e cancellato files di una base aeronavale rendendo così inoperabili sistemi di importanza critica e, un&amp;amp;apos;altra volta, di avere disabilitato un&amp;amp;apos;intera rete di 2 mila computer militari. Già in un&amp;amp;apos;intervista rilasciata l&amp;amp;apos;anno scorso, McKinnon si era difeso dicendo di non avere causato danni. Oggi, alla vigilia dell&amp;amp;apos;udienza, torna a parlare con il programma «Click» della BBC per spiegare come ha fatto e che cosa ha trovato. A chi gli chiede perché è accusato di essersi intrufolato nei sistemi dell&amp;amp;apos;esercito, della Marina, dell&amp;amp;apos;aeronautica, del Pentagono e della Nasa, McKinnon risponde: «Ero in cerca di tecnologia soppressa, definita con un&amp;amp;apos;espressione ridicola &amp;amp;quot;tecnologia degli UFO&amp;amp;quot;. Credo che sia il segreto meglio conservato del mondo, una cosa molto importante: i pensionati non possono pagare le bollette del riscaldamento, si invadono Paesi per assegnare all&amp;amp;apos;Occidente appalti per il petrolio, e nel frattempo parti segrete del governo tengono lì questa tecnologia soppressa che darebbe energia gratis». Ovviamente, ancora ieri, la Nasa ha smentito tutto. Alla domanda se abbia trovato quello che cercava, McKinnon risponde: «Sì. C&amp;amp;apos;era un gruppo chiamato &amp;amp;quot;Progetto Rivelazione&amp;amp;quot;. Hanno pubblicato un libro con 400 testimoni esperti tra cui controllori del traffico, operatori di radar militari, fino ai tizi responsabili se lanciare o meno missili nucleari. Gente molto credibile e molto fidata, e tutti dicevano sì, la tecnologia UFO esiste, c&amp;amp;apos;è l&amp;amp;apos;anti-gravità, c&amp;amp;apos;è energia liberamente disponibile ed è di origine extraterrestre, e abbiamo catturato astronavi e le abbiamo smontate per esaminarle». A chiedergli che cosa abbia scoperto all&amp;amp;apos;interno della Nasa, McKinnon tira fuori la storia delle fotografie. «Una di queste persone era un&amp;amp;apos;esperta fotografica della Nasa, la quale ha detto che nell&amp;amp;apos;edificio numero 8 del Johnson Space Centre cancellavano regolarmente le immagini degli UFO dalle immagini satellite ad alta risoluzione. Ha detto che c&amp;amp;apos;erano cartelle denominate ?filtrate? e ?non filtrate&amp;amp;quot;, &amp;amp;quot;lavorate&amp;amp;quot; e &amp;amp;quot;crude&amp;amp;quot;, qualcosa del genere». Ma McKinnon non è riuscito a scaricare nessuna di queste immagini sul suo computer: «Ho estratto una foto da una cartella, e tenendo a mente che era una connessione internet molto lenta, a 56k, all&amp;amp;apos;epoca del dial-up, ho abbassato la risoluzione. Ciò che è comparso sul mio schermo era straordinario. Era il culmine di tutti i miei sforzi. Era l&amp;amp;apos;immagine di qualcosa che non poteva essere prodotto da mani umane. Si trovava sopra l&amp;amp;apos;emisfero terrestre. Assomigliava un po&amp;amp;apos; a un satellite. Era a forma di sigaro e aveva cupole geodesiche sopra, sotto, e a entrambe le estremità, e malgrado fosse a bassa risoluzione, l&amp;amp;apos;immagine era molto ravvicinata. Questa cosa era sospesa nello spazio, e non aveva giunture, nessuno dei segni della normale fabbricazione umana». McKinnon spiega che la sua connessione è saltata proprio quando stava cercando di scaricare l&amp;amp;apos;immagine. Di fronte all&amp;amp;apos;obiezione che avrebbe potuto trattarsi di un modello, risponde: «Non lo so. Per me, era più che una coincidenza». Lo hacker riconosce che «l&amp;amp;apos;accesso non autorizzato» ai computer altrui «è contro la legge ed è sbagliato», ma vuole essere processato qui, «nel mio Paese, secondo la legge contro l&amp;amp;apos;abuso dei computer, e voglio che gli americani forniscano le prove se vogliono estradarmi, perché so di non avere provocato danni». E conclude: «Per via di quello che cercavo, penso di essere stato moralmente nel giusto. Adesso sono pentito, ma credo che la tecnologia dell&amp;amp;apos;energia libera debba essere resa disponibile a tutti». Tratto da La Stampa Web  &amp;amp;amp;nbsp; &amp;amp;amp;nbsp; ]]></description>
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<title><![CDATA[Scheletro alieno su Marte?]]></title>
<link><![CDATA[http://videomisteri.altervista.org/le-prove/1248-scheletro-alieno-su-marte-]]></link>
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<pubDate>Tue, 12 May 2009 13:31:50 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[ 2 maggio 2009 -  A priva vista sembra una roccia del deserto , ma da vicino è inquietante: c?è un?immagine che sta facendo impazzire i blogger e gli ufologi di mezzo mondo perché assomiglia proprio allo scheletro di un extraterrestre. L?ha scattata su Marte il famoso ?rover? Spirit ed è oggetto di decine di forum e chat per appassionati del genere. Uno degli ?alien-spotter? (cacciatori di alieni), citato dal sito del Daily Telegraph, azzarda un?analisi metricodecimale: ?Lo scheletro è di 15 centimetri con due occhi a 5 centimetri di distanza fra loro. La capacità cranica è approssimativamente di 1400 cc - scrive - si intravede quella che sembra una piccola bocca appuntita, quindi è probabile che questa creatura sia carnivora?. Decisamente più ironico un altro blogger, il quale fa notare che ?la corona ha una struttura ampia, evidentemente per sostenere la muscolatura di antenne, anche se non sono visibili da questa angolazione?. ?Il setto nasale è allargato e smussato come se fosse stato esposto in un contesto freddo e ventoso - osserva ancora - E? stato decapitato o sepolto fino al collo??. L?ultima immagine marziana che assomigliava a uno scheletro risaliva al 2006, ma risultò in seguito alterata. Quanto alla famosa ?Faccia su Marte?, immortalata dalla sonda Viking 1 nel 1976, che mostrava le sembianze di un volto umano, fu spiegata con un contrasto di luce poi scomparso quando la stessa zona fu fotografata di nuovo. Tratto da il quotidiano.net ]]></description>
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<title><![CDATA[Storia di un incontro ravvicinato in Giappone]]></title>
<link><![CDATA[http://videomisteri.altervista.org/le-prove/1200-storia-di-un-incontro-ravvicinato-in-giappone]]></link>
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<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 14:03:55 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[ Su stampe antiche del periodo EDO appare una storia con allegato un manuale tecnico dettagliato che ha dell?incredibile e venne chiamato Utsuro Fune. Un giorno, una barca sferica è stata trainata in un villaggio giapponese dopo essere apparso sulla spiaggia. All?interno è stata trovata una donna che sembrava piu o meno come la gente del posto: aveva la pelle bianca, capelli rossi e bianchi, parlava una strana lingua ed aveva una scatola che sembrava di vetro vicino a lei con simboli sconosciuti. La ?barca? aveva strani simboli su di essa, come mai la popolazione locale aveva mai visto.Il dr Kazuo Tanaka dell? Università di Gifu ha studiato questa storia su questo ? donna straniera? ed i suoi gadget artigianali e sono giunti alla conclusione che quasi sicuramente era di origine extra-terrestre. La storia della Utsuro-Fune (o Utsuro-bune) è apparsa più volte nel 19 ° secolo anche nella letteratura giapponese e molte rappresentazioni della donna e il suo artigianato sono stati impresse in stampe antiche su carta di riso con dettagli stupefacenti, tutte molto simili, come fossero fotografie di un tempo che fu ed alla fine un vero manuale dettagliato di tutte le parti dell?oggetto e gadgets.I materiali sono stati ri-studiati di recente ed erano conservati blindati all?interno di un monastero giapponese.Per gli appassionati del genere questa documentazione viene classificata U.S.O. ( Unidentified Sea Object ). ]]></description>
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<title><![CDATA[Le massicce visite aliene di fine &amp;amp;apos;800]]></title>
<link><![CDATA[http://videomisteri.altervista.org/le-prove/1177-le-massicce-visite-aliene-di-fine-800]]></link>
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 13:41:17 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[ Una delle notizie che non tutti sanno è che alla fine dell&amp;amp;apos;800 il nostro pianeta è stato visitato da una razza aliena diversa dai grigi. All&amp;amp;apos;epoca chiamavano queste astronavi &amp;amp;quot;Aeronavi&amp;amp;quot;. Il termine in particolar modo deriva dall&amp;amp;apos;uso allargato dell&amp;amp;apos;inglese mistery airship (aeronave misteriosa), che indica i primi oggetti volanti non identificati osservati negli stati occidentali degli USA negli ultimi decenni dell&amp;amp;apos;Ottocento, epoca dei primi voli con dirigibile ( airship , in inglese). Stando a Jerome Clark , rapporti analoghi vennero fatti in altre parti del mondo a partire dal 1880. Per questi fenomeni compaiono talvolta anche altre definizioni: aeronavi fantasma, phantom airships, scareships Il primo volo di un dirigibile negli Stati Uniti, l&amp;amp;apos; Aereon di Solomon Andrews era stato compiuto il 1° giugno 1863. La più nota di queste serie di avvistamenti ufologici, riportata dai giornali dell&amp;amp;apos;epoca, avvenne tra il 1896 ed il 1897. Nelle descrizioni in questa chiave di reperti Maya, egiziani e cinesi, si rivelerebbero elementi ricorrenti quali ali, alettoni, timoni, vele ed eliche, come le ottocentesche aeronavi. Tra questi, i reperti di padre Carlo Crespi, conservati nella Chiesa di Santa Maria Auxiladora a Cuenca, Ecuador, e gli oggetti aerodinamici in oro della collezione della Banca dello Stato di Bogotà , Colombia, sono considerati i reperti più papabili come possibili modelli di antichissime navi volanti. Il primo caso attestato di avvistamento di aeronavi avviene nel 1870, quando un contadino del Nevada vede due oggetti allungati volare a velocità spaventosa sopra la sua fattoria. Tuttavia, la cronaca non dà rilevanza alle aeronavi se non per alcuni casi nel 1871 (come la famosa aeronave del New Hampshire del 1871, che rimase quasi un giorno visibile). In totale, ci sono registrati, tra 1870 e 1875, 32 casi registrati di aeronavi negli USA, 3 in Canada e 2 in Messico (sempre in zone di confine con gli USA) Dopo 21 anni, il 25 novembre 1896, le aeronavi) tornano a fare la loro comparsa. Testimone dell&amp;amp;apos;evento il colonnello H.G.Shaw. Dai racconti di Shaw, pare che, in viaggio verso Lodi, piccola città della California, si sia imbattuto in tre esseri magrissimi e alti oltre i 2 metri. Dopo alcuni inutili tentativi di comunicare (gli sconosciuti emettono solo suoni simili a ronzii), gli esseri attaccano Shaw, che però si difende e cerca di arrestarli, non riuscendoci, perché essi vanno verso la loro astronave, un velivolo a forma allungata che, dopo averli accolti a bordo, riparte con una velocità stupefacente. L&amp;amp;apos;aeronave del New Hampshire del 1871, che rimase visibile per un giorno completo per poi allonatanarsi a tutta velocità La maggiore città dell&amp;amp;apos;Illinois, Chicago, è la prima grande città con avvistamenti di aeronavi. Infatti, il 9 aprile 1897, 4 oggetti a forma di sigaro, lunghi 20 m circa, sorvolano la città per un&amp;amp;apos;ora, destando scalpore tra la gente. l maggior caso di avvistamenti di aeronavi, ebbe luogo il 19 aprile 1897, quando, a Cisco , in Texas, lo sceriffo segui una misteriosa nave volante dirigersi verso El Paso ma, quando entra in città, vede oltre 50 oggetti [5] , che emettono lampi verdi e girano vorticosamente, con spettacolari acrobazie. Tutto dura per due ore, poi le navi volanti se ne vanno, dirigendosi verso l&amp;amp;apos;orizzonte sino a sparire. Dopo questo grande avvistamento di aeronavi, i casi divennero meno frequenti, ma tra 1909 e 1912 ci furono anche dei casi di aeronavi in Francia, Italia, Regno Unito e Nuova Zelanda, senza però salire agli onori della cronaca se non in poche occasioni, essendo l&amp;amp;apos;aereo già inventato e quindi, a volte, le aeronavi confuse con gli stessi aeroplani oppure, talvolta, con mongolfiere o dirigibili Simili avvistamenti furono osservati in Norvegia e Svezia a fine &amp;amp;apos;800, tra il 1891 e il 1900. Il fenomeno, simile a quello delle aeronavi americane, andò avanti per diversi anni, creando scalpore tra le persone, per poi non ripresentarsi più all&amp;amp;apos;improvviso.     ]]></description>
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<title><![CDATA[Microimpianti alieni]]></title>
<link><![CDATA[http://videomisteri.altervista.org/le-prove/1103-microimpianti-alieni]]></link>
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<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 14:26:04 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[ Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 st1\:*{behavior:url(#ieooui) } /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:&amp;amp;quot;Tabella normale&amp;amp;quot;; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:&amp;amp;quot;&amp;amp;quot;; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:&amp;amp;quot;Times New Roman&amp;amp;quot;; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} Studio e Analisi dei MicroImpianti &amp;amp;amp;nbsp; &amp;amp;amp;nbsp;   &amp;amp;amp;nbsp;   &amp;amp;amp;nbsp; Gli impianti sono corpi estranei di diametro variabile da 1 a 7 mm, di natura, origine e funzione ignota, la cui inesplicabile presenza è stata più volte rilevata all?interno del corpo di alcuni presunti addotti ( soggetti umani apparentemente prelevati contro la propria volontà da presunte creature aliene ). La regressione ipnotica, sebbene non del tutto affidabile e attendibile, è l?unico mezzo di cui i ricercatori possono avvalersi per investigare i presunti rapimenti alieni. Essa consiste nell?indurre il supposto addotto in uno stato di coscienza alterata di tipo ipnotico che consente all?ipnologo o all?ipnoterapeuta di richiamare selettivamente alla coscienza i ricordi legati all?esperienza del presunto rapimento, memorie fino a quel momento confinate artificialmente nel subconscio e nell?inconscio. Il soggetto, sotto regressione ipnotica, sovente racconta di essere stato sottoposto a degli inintelleggibili esami biomedici, nell?ambito dei quali le presunte entità aliene gli avrebbero inoculato all?interno del corpo un misterioso impianto. Un successivo esame radiologico tramite i raggi X, la N.M .R. (Nuclear Magnetic Resonance: Risonanza Magnetica Nucleare) o la T.A .C. (Tomografia Assiale Computerizzata) consente di rilevare l?eventuale presenza di uno o più corpi estranei in una determinata locazione anatomica, comprovando ed avvalorando almeno in parte il resoconto testimoniale del presunto addotto. L?esistenza dei microimpianti è di fondamentale importanza per i ricercatori del settore in quanto costituisce una prova, sia pure indiziaria, che il soggetto ha effettivamente vissuto un?esperienza fisica estremamente traumatica, la quale, tuttavia, non è ancora stata ben delineata nella sua reale natura. Il 19 Agosto 1995 il Dott. Roger Leir, podiatra e co-fondatore del F.I.R.S.T. (Fund for Interactive Research and Space Technology: Fondo per la Ricerca Interattiva e per la Tecnologia Spaziale) e Derrel Sims, ex agente C.I.A. (Central Intelligence Agency: Agenzia di Intelligence Centrale), qualificato ipnoterapeuta ed anch?egli co-fondatore del F.I.R.S.T., organizzarono, con la collaborazione di un?équipe di medici volontari, i primi due interventi di ablazione chirurgica di microimpianti. I soggetti erano il quarantasettenne Pat Parrinello, di Houston, dalla mano sinistra del quale fu estratto un oggetto di ridottissime dimensioni e Mary Jones (pseudonimo per garantire la privacy), di 52 anni, texana, dall?alluce sinistro della quale fu rimosso un impianto simile al primo. Nel corso di ambedue gli interventi di rimozione chirurgica, l?équipe di medici prelevò anche l?ambiente tissutale circostante i microimpianti, che l?analisi microscopica rivelò essere incredibilmente privo di microflogosi, come invece dovrebbe accadere qualora un corpo estraneo penetri e si annidi all?interno di un organismo. Gli esami inoltre evidenziarono, intorno agli oggetti, una sorta di involucro di rivestimento esterno biocompatibile costituito da sangue coagulato ricco di fibrina, da emosiderina e da cheratina, materiale organico originario dei rispettivi soggetti. I microimpianti, caratterizzati da notevole poliedricità morfo-strutturale (ve ne sono difatti di sferici, cilindrici, cruciformi e triangolari), sono costituiti da materiali estremamente diversificati, quali leghe metalliche di composizione chimica anomala che conferiscono loro grande resistenza e durezza, ceramiche e complessi polimeri organici. Le analisi metallurgiche, strutturali e spettroscopiche hanno mostrato che il materiale di cui sono costituiti gli impianti ha una composizione chimica estremamente eclettica, la quale prevede la presenza di berillio (Be), carbonio (C), ossigeno (O), magnesio (Mg), alluminio (Al), silicio (Si), fosforo (P), zolfo (S), titanio (Ti), ferro (Fe) e bario (Ba). L?esame radiologico ha inoltre evidenziato una netta diversificazione anche nella locazione anatomica dei corpi estranei, la cui presenza è stata sovente riscontrata nel S.N.C. (Sistema Nervoso Centrale) in prossimità della ghiandola pituitaria o ipofisi, nelle orecchie, nel setto nasale, al di sotto dei bulbi oculari, nell? addome, inferiormente ai gomiti ed alle ginocchia (in particolar modo il ginocchio sinistro), nelle mani e nei piedi.   La presenza degli impianti nel corpo dei presunti addotti viene sovente rilevata in seguito all?improvvisa quanto inesplicabile comparsa di cicatrici che, in associazione alla consapevolezza di avere vissuto un?esperienza anomala e indubbiamente traumatica ed alla volontà di individuarne gli eventuali effetti fisici sull?organismo, induce i soggetti a sottoporsi a vari tipi di esami diagnostici tra i quali quelli radiologici. La presenza di tali cicatrici non è tuttavia imputabile all?inoculazione dei microimpianti in quanto la tecnica chirurgica impiegata per innestarli è strutturata su interventi procedurali non invasivi, talmente raffinati da non promuovere il processo di riparazione ad opera del tessuto connettivo fibroso. È ipotizzabile che le cicatrici siano dovute alla rimozione di un campione di tessuto nell?ambito dei suddetti esami biomedici; presumibilmente tale pratica non prevede una perfezione tecnica quale quella richiesta per inoculare gli impianti ergo la comparsa di una cicatrice, sia pure di dimensioni ridotte, è sovente inevitabile. Una delle cicatrici più frequentemente riscontrabili nei presunti addotti interessa la tibia sinistra, immediatamente al di sotto della patella o rotula e dalle marcate caratteristiche del segno si può avanzare l?ipotesi che il soggetto sia stato sottoposto ad una sorta di B.OM. (biopsia osteomidollare), allo scopo di ottenere un campione di midollo osseo. L?individuazione della locazione anatomica di un corpo estraneo non è necessariamente seguita dalla sua rimozione chirurgica in quanto talvolta esso risiede in profondità ed è intimamente associato ad una struttura anatomica delicata, per cui l?intervento chirurgico richiesto per rimuoverlo presenterebbe dei rischi per il paziente. In questi casi, per salvaguardare la salute del soggetto, è preferibile non intervenire e mantenere in situ l?impianto, sempre che questo ovviamente non comprometta la funzionalità del tessuto e dell?organo nel quale è insediato. I medici che optano per l?ablazione chirurgica incontrano sovente delle difficoltà tecniche non indifferenti, a meno che il soggetto non si liberi naturalmente e spontaneamente del corpo estraneo come è accaduto ad un presunto rapito che a seguito di un violento starnuto lo ha espulso attraverso la cavità nasale destra. Le analisi metallurgiche, strutturali e spettroscopiche condotte su alcuni microimpianti da laboratori universitari e privati non hanno a tutt?oggi fornito una risposta soddisfacente e sulla loro natura e origine e tantomeno sulla loro funzione, tuttavia molti ricercatori postulano che possano essere identificati con una sorta di sofisticati ed estremamente potenti segnalatori che consentirebbero ai rapitori, di qualunque natura essi siano, di rintracciare in ogni momento ed ovunque i presunti rapiti ( in genere chi viene fatto oggetto di un presunto rapimento alieno una prima volta viene periodicamente prelevato per gran parte della propria esistenza, per questo quasi tutti i presunti addotti sono anche detti repeaters ossia prelevati ripetutamente ). In questa strategia si può forse ravvisare una sorta di programma di studio della specie umana su scala planetaria e a lunga scadenza, con modalità operative analoghe a quelle degli zoologi e degli etologi che sono soliti dotare gli esemplari di una specie protetta, in via di estinzione o di cui si voglia monitorare gli spostamenti e le abitudini di vita, di un radiocollare satellitare G.P.S. (Global Positioning System: Sistema di Posizionamento Globale). In tale contesto i microimpianti sarebbero una sorta di sofisticati ed estremamente potenti radiocollari interni miniaturizzati, impiegati allo scopo di monitorare e studiare per un lungo periodo di tempo singoli individui. Non si può tuttavia escludere a priori la possibilità che gli impianti siano polifunzionali e possiedano caratteristiche operative non ancora ben individuate, quale ad esempio la capacità di interagire con il sistema psiconeuroimmunoendocrinologico del soggetto ospite, influenzandone, talvolta in modo consistente, le funzioni psichiche e neurovegetative. E? auspicabile che i ricercatori del settore e soprattutto la categoria dei biologi e dei medici prendano seriamente in considerazione la possibilità che i microimpianti monitorizzino ed eventualmente alterino, in modo estremamente mirato, la fisiologia generale ed in particolare la neurofisiologia del presunto rapito e poiché l?asettico studio condotto sul singolo impianto svincolato dall?organismo ospite non consente di comprenderne esaustivamente il meccanismo o i meccanismi di funzionamento è altresì consigliabile procedere applicando una metodologia che sia scientificamente valida. Qui di seguito è riportato l?iter metodologico che un ricercatore dovrebbe seguire per trarre delle conclusioni che reggano al vaglio scientifico:     1) monitorare costantemente un soggetto presunto rapito in cui sia stata inopinabilmente riscontrata la presenza di un microimpianto mediante uno degli esami diagnostici radiologici succitati ed individuarne con precisione la locazione anatomica. 2) valutare le eventuali fluttuazioni nelle condizioni psicofisiche del soggetto, probabilmente ascrivibili alla presenza del corpo estraneo. 3) analizzare meticolosamente la costellazione sintomatologica manifestata dal soggetto in esame, qualora essa sussista, tentando di risalire con un procedimento logico-induttivo alla locazione anatomica dell?alterazione fisiologica e biochimica. 4) comparare quest?ultima con quella del microimpianto: qualora le due locazioni anatomiche dovessero coincidere si evincerebbe che l?insorgenza del sintomo o dei sintomi presi inizialmente in esame è determinata dall?alterazione selettiva e quasi sicuramente mirata dei meccanismi molecolari sottesi alla fisiologia ed alla biochimica cellulare della regione in cui è stato collocato il corpo estraneo. Se tale corrispondenza anatomica non dovesse verificarsi e quindi l?alterazione patologica indotta risiedesse in una regione distinta da quella in cui è allocato l?impianto, si dedurrebbe che il corpo estraneo o ha un raggio d?azione e una specificità funzionale tale da bypassare le strutture anatomiche non costituenti il suo target preferenziale ed interagire selettivamente con quelle di effettivo interesse o come ritengo più plausibile e probabile, attiva una cascata di eventi molecolari endocellulari ed extracellulari i cui fisiopatologici effetti devianti si propagano come un?onda sismica attraverso una serie di strutture anatomiche strutturalmente e funzionalmente connesse, ciascuna delle quali contribuisce sinergicamente all?insorgenza di una anastomizzata costellazione sintomatologica. 5) una volta formulata un?ipotesi scientificamente plausibile che associ un determinato sintomo all?alterazione funzionale di una specifica struttura anatomica primaria, corrispondente cioé alla locazione del microimpianto o secondaria, se quest?ultimo esercita la sua influenza sulle regioni anatomiche collocate lungo il percorso della suddetta cascata di eventi, procedere alla rimozione chirurgica del corpo estraneo, sempre che tale operazione non leda ulteriormente la salute del paziente o addirittura ne metta in pericolo la vita. 6) valutare attentamente le reazioni psicofisiche del soggetto dopo l?asportazione chirurgica del microimpianto, onde individuare l?eventuale ricomparsa della sintomatologia inizialmente diagnosticata, l?insorgenza di affezioni di diversa natura o come auspicabile e prevedibile, il ripristino parziale o totale, sia pure lento e graduale, dell?equilibrio psiconeurofisiologico. 7) qualora dovesse verificarsi tale ripristino, le affezioni di cui il presunto addotto soffriva risulterebbero inconfutabilmente determinate dalla presenza disturbatoria del microimpianto ed il ricercatore otterrebbe così la prova che la sintomatologia del soggetto scaturisce effettivamente dall?alterazione patologica indotta della locazione anatomica del corpo estraneo e/o da quella di altre strutture anatomiche previamente teorizzate. 8) formulare una teoria sulle modalità con cui l?impianto potrebbe interagire con la fisiologia e la biochimica cellulare, alterandone l?equilibrio e promuovendo l?insorgenza di una costellazione sintomatologica specifica. La scrupolosa analisi della sintomatologia del presunto addotto impiantato condurrà quindi all?identificazione delle strutture anatomiche alterate e la comprensione della natura di tali alterazioni rivelerà le modalità d?azione del corpo estraneo. L?elaborazione dei dati ottenuti dalle analisi metallurgiche, strutturali e spettroscopiche, infine, completerà il quadro delle informazioni cognitive essenziali per chiarire il meccanismo di funzionamento degli impianti. La comprensione di quest?ultimo aspetto creerà i presupposti necessari per avanzare un?ipotesi realistica sulle motivazioni dell?utilizzo dei microimpianti ed ergo su chi potrebbe avere interesse ad introdurli nel corpo dei presunti addotti. Una simile messe informazionale consentirà forse ai ricercatori del settore di svelare il mistero di almeno una parte delle abductions e scoprire di conseguenza chi si cela dietro di esse.             Note Addotto : neologismo gergale ufologico il cui etimo consiste nell?italianizzazione del participio passato sostantivato, abducters, del verbo inglese to abduct che significa rapire, sequestrare. Podiatra : medico chirurgo specializzato nella cura dei piedi, della gotta, ecc. Microflogosi : processo infiammatorio circoscritto ad una regione tissutale di ridottissime dimensioni. Fibrina : polimero tridimensionale di natura proteica che si forma dal fibrinogeno (glicoproteina contenuta nel plasma, ultimo responsabile del processo di coagulazione del sangue) per l&amp;amp;apos;azione proteolitica (idrolisi chimica o enzimatica di una proteina) della trombina (enzima che catalizza la trasformazione idrolitica del fibrinogeno in fibrina) in cui restano inglobati gli eritrociti e gli altri elementi figurati del sangue, con formazione del coagulo. Emosiderina : proteina color rosso-ocra contenente ferro e strutturalmente omologa all?emoglobina eritrocitaria, presente in numerosi tessuti, in particolare nel fegato e nella milza. Cheratina : scleroproteina (proteina semplice caratterizzata da una struttura filamentosa assai stabile) presente soprattutto negli epiteli corneificati ed in alcuni annessi cutanei (peli, capelli ed unghie delle mani e dei piedi). Ipofisi : ghiandola endocrina localizzata all&amp;amp;apos;interno della scatola cranica dei Vertebrati, nell&amp;amp;apos;uomo alloggiata nella sella turcica dell?osso sfenoidale, sempre al di sotto del pavimento del terzo ventricolo diencefalico, al quale resta unita dal sottile peduncolo ipotalamo-ipofisario. Midollo osseo : termine d&amp;amp;apos;uso prevalente in anatomia umana; indica il tessuto di consistenza molle che occupa le cavità delle ossa (il canale interno in quelle lunghe e gli interstizi in quelle spongiose), varibile in aspetto e composizione in rapporto alla sede e all&amp;amp;apos;età del soggetto. Etologi : biologi specializzati in zoologia che studiano il comportamento e le abitudini di vita degli animali. Sistema di Posizionamento Globale : sistema satellitare costituito da 24 unità in grado di rilevare la posizione di un soggetto umano, animale o mezzo dotato di un trasmettitore G.P.S. ]]></description>
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<title><![CDATA[Basi aliene sulla Luna e l&amp;amp;apos;India]]></title>
<link><![CDATA[http://videomisteri.altervista.org/le-prove/1051-basi-aliene-sulla-luna-e-lindia]]></link>
<guid isPermaLink="false">http://videomisteri.altervista.org/le-prove/1051-basi-aliene-sulla-luna-e-lindia</guid>
<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 21:35:15 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[ Il 14 Novembre l?India è riuscita a far atterrare una sonda spaziale sulla superficie lunare. La sonda era stata lanciata dal satellite Chandrayaan-1 (dal sanscrito ?veicolo lunare?) e giunta ad un centinaio di chilometri dalla Luna era entrata nella sua orbita lo scorso 8 Novembre. Lanciato dall?Organizzazione Indiana per le Ricerche Spaziali il 22 Ottobre, il Chandrayaan-1 è il primo tentativo da parte del Paese asiatico di raggiungere la Luna. L?India è così entrata a far parte del ristretto gruppo di nazioni che hanno raggiunto la Luna ed è una delle tre ad avere attualmente dei mezzi spaziali in orbita lunare. Le prime immagini ad alta risoluzione della superficie lunare sono già arrivate e suscitano particolare interesse in chi è alla ricerca di verifiche indipendenti del suo vero aspetto, come Richard C. Hoagland, che ha speso anni analizzando le immagini NASA della Luna e di Marte. Nel suo libro ?Dark Mission? (2008), Hoagland sostiene che la NASA, grazie al Jet Propulsion Laboratory, ha sistematicamente nascosto o alterato le immagini satellitari che indicavano la presenza di manufatti extraterrestri su entrambi i corpi celesti. Secondo il ricercatore, inoltre, la NASA dipende dal U.S. Department of Defence (DOD) come evidenziato dalle normative dello statuto NASA. Ho contattato Richard Hoagland per domandargli un parere sulla missione Chandrayaan-1, anche in relazione alle sue tesi sulla presenza di manufatti ET. Prima di rispondere alle mie domande, ha riportato la seguente dichiarazione del neo-presidente Barack Obama, pronunciata il 22 Ottobre: «Con il lancio da parte dell?India del suo primo modulo lunare, a breve distanza dalla prima passeggiata nello spazio della Cina, ci viene ricordato quanto sia urgente per gli Stati Uniti rivitalizzare il nostro programma spaziale se vogliamo rimanere i leader indiscussi dello spazio, della scienza e della tecnologia». INTERVISTA Michael Salla: Per quanto tempo potrà continuare il cover-up della NASA/DOD sui manufatti extraterrestri, ora che l?India e altre nazioni inviano satelliti attorno alla Luna e sonde sulla sua superficie? Richard Hoagland: «Se Obama (e chi c?è dietro di lui... è davvero interessato alla nuova missione lunare dell?India, come lascerebbe supporre la sua dichiarazione (né Bush, né McCain ne hanno fatte di simili), allora Obama deve anche sospettare (o sapere!) il ?perché? di questa spesa assolutamente ?anti-economica? da parte dell?India e il perché stia progettando altre, ben più costose, missioni lunari con i russi! Dunque, se il ? cover-up NASA/DOD sui manufatti alieni? dovesse continuare con l?Amministrazione Obama, potrebbe riguardare, in parte, la personale conoscenza di Obama delle motivazioni che hanno spinto l?India ad andare sulla Luna... e i relativi, futuri progetti per un qualche tipo di ?nuove relazioni? con la Russia (Putin). In breve: è stato piazzato un colpo in favore del disclosure - se non altro perché più gli altri ?giocatori? internazionali sono coinvolti (sebbene controllati da una ?fonte centrale?, ?la Famiglia?)... più opportunità ci sono che trapelino nuovi dati, pianificati o meno». M.S. Gli Indiani riusciranno a ottenere un data base indipendente su ciò che si trova sulla superficie lunare? R.H. «La missione Chandrayaan è dotata di un equipaggiamento che è lo stato dell?arte dell?alta risoluzione: videocamere, radar e uno strumento unico progettato per registrare specificamente ?TLP? (Transient Lunar Phenomena) ripresi dall?orbita lunare. Noi della Enterprise, in base alle immagini NASA, riteniamo che le ?luci? da molto tempo segnalate siano in realtà riflessi solari irregolari provenienti dai resti di strutture vitree sulla Luna, visibili in quelle immagini NASA! Abbiamo esempi sorprendenti, nel database della NASA, di riflessi vitrei. Se fosse così, il fatto che gli Indiani abbiano inviato uno strumento nell?orbita lunare per studiare e riprendere questo misterioso fenomeno, sarebbe interpretabile come una significativa anticipazione dei loro piani per rivelare la fonte di quei riflessi, non appena disporranno dei loro dati TLP: antiche rovine in vetro sulla Luna!» M.S.: Quali sono le tue previsioni sul tentativo della NASA/DOD di influenzare quanto gli indiani potrebbero divulgare del loro futuro database lunare? R.H.: «Alcuni anni fa il Governo Indiano ha firmato un ?memo of understanding? con la NASA, su questa loro missione lunare (...). Di conseguenza, esistono un paio di esperimenti di volo NASA della missione Chandraayan, oltre a quelli effettuati dagli indiani, che hanno visto il coinvolgimento di scienziati del JPL. Se però il Governo indiano sta progettando di rivelare ?il materiale autentico?, non credo che la NASA potrà influenzare molto i loro grandi obiettivi politici. Di nuovo, dipende tutto dagli accordi presi in cima alla catena di comando e da quanto ?cambiamento? Obama (e la gente dietro di lui) sta realmente portando avanti? aspettando il 2012». M.S.: Credi che l?India sia un possibile candidato alla divulgazione pubblica dell?esistenza di manufatti sulla Luna attraverso le immagini satellitari? R.H.: «Sì, assolutamente. I testi Veda contengono indicazioni straordinarie di un?antica, sconvolgente storia hi-tech dell?umanità (dai tempi remoti in cui la Luna, Marte e molti altri corpi del sistema solare, erano abitati dai nostri antenati). Se deve esserci il ?disclosure? di queste verità a lungo taciute, allora nessuno sarà miglior ?messaggero? dell?India, ammesso le venga consentito renderle pubbliche dalle altre forze geopolitiche. La curiosa puntualizzazione di Obama sulla missione lunare indiana, settimane prima di essere in grado di fare qualsiasi cosa, è un segno molto interessante di quando potrebbe accadere nei prossimi mesi...». M.S.: Per finire, prevedi che chi sta dietro alla segretezza sia completamente consapevole del disclosure dell?India su quello che si trova sulla superficie lunare e possa dunque impedirlo, per non perdere credibilità? R.H.: «Anche questo ci riporta alla reazione pubblica di Obama di fronte alla missione Chandraayan, ancor prima di essere eletto. Sono cautamente positivo sul ?cambiamento? in arrivo. Ammesso che tutto ciò si verifichi, per chiunque avvierà per primo questo cambiamento (noi, per paura di ?perdere la faccia?, gli Indiani) la corsa oggi è cominciata. C?è una certa logica dietro al permettere all?India ?di farlo?. Darebbe infatti alla NASA l?espediente della ?negazione plausibile? sui dati da essa raccolti in molti anni e sul cover-up: gli Indiani, semplicemente, dispongono di un ?equipaggiamento migliore e più innovativo? che ha fornito una prova scientifica di quanto avessero suggerito immagini NASA vecchie 40 anni. Come accade per tutte le decisioni politiche che contano, quella finale sembra dipendere da quanto ?loro? ci credono ?ottusi? per berci questo tipo di ?rivelazione indiana?. Semmai ci sarà. Restare sintonizzati». Video che mostra le vaire foto scattate durante le varie missioni della Nasa &amp;amp;amp;nbsp; ]]></description>
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